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Cascia - Visita a Santa Rita in Umbria - Sabato 9 Giugno 2007

Questa estate, esattamente il 9 di giugno, un sabato, decidiamo di andare a Santa Rita da Cascia. Partenza da Chieti abbastanza presto, intorno alle 7 per essere nei pressi del santuario in orario accettabile. Autostrada fino ad Ascoli e poi dritti verso l'interno fino in Umbria, attraversando per mezzo di una lunghissima galleria gli appennini. Sbuchiamo dall'altra parte che la zona è nebbiosa e incominciamo a scendere a valle avvicinandoci sempre più alla nostra meta. Verso le dieci arriviamo ai piedi della collina sulla cui sommità si nota la cittadina, a 630 metri d'altezza, di Cascia.E' situata sulla destra del fiume Corno e si formò in età medioevale come castello di pendio, in sito favorito dalla naturale confluenza dei collegamenti per la montagna nursina e per la Campagna romana, che già nell'antichità componevano un sistema di itinerari radiali essenziali per la pastorizia e per il commercio dei prodotti agricoli. Cascia da sempre aggregata sulla rocca altomedievale, più volte presa e devastata dai Longobardi e dai Saraceni e poi in conflitto di volta in volta con Spoleto, la Chiesa, il Regno di Napoli, Leonessa e Norcia. Più che le traversie politico militari, sono stati i terremoti a scandirne i processi di formazione dell'agglomerato urbano, costretto sempre a rinnovarsi dopo le distruzioni del 1300, 1599 e 1703. L'aspetto odierno è quello delle laceranti trasformazioni novecentesche,

 

 

 

9  giugno 2007 - Visita a Santa Rita da Cascia

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indotte dal continuo adeguamento delle strutture edilizie alla crescita dei flussi del turismo religioso dovuto a Santa Rita, nativa della vicina Roccaporena, che hanno sfigurato il centro storico privandolo di ogni identità e snaturandne le relazioni con l'ambiente. Rimangono a documentare il ruolo territoriale e culturale monumenti ricchi d'arte, 'smarriti' entro il modesto disordine urbano. Appena parcheggiata la macchina, ti viene incontro la Chiesa di San Francesco che sorge in piazza Garibaldi, sita proprio all'ingresso del centro abitato. I Francescani insediati a ridosso della scomparsa cinta muraria, riedificarono la chiesa che si vede nelle immagini sovrastanti, nel 1339 e ancora nel 1425. La facciata con terminazione orizontale settecentesca, ha un portale a fasci di colonnine nella cui lunetta Madonna con Bambino tra S. Francesco e S. Chiara, affresco del '400, è un bel rosone del 1424 ( Altre foto della Chiesa di S. Francesco)) con al centro scolpita la Madonna col Bambino. Sul fianco sinistro, resti della primitiva costruzione e torre campanaria firmata dal maestro Giovanni, pisano, 1280. L'interno a croce latina con capriate a vista dopo il crollo delle volte, causato da un terremoto, fu trasformato all'inizio del '600 e nel l738, con una ricca decorazione a stucco. In controfacciata, a sinistra del portale, entro una nicchia con arco gotico scolpito, Madonna col Bambino e due santi di Nicola da Siena; a destra, tre santi (1443) e acquasantiera del l584. Sul pavimento del 1° altare, la pietra tombale de! vescovo Antonio Elemosina (sec. XV); all'altare, Madonna e santi, un rozzo affresco del '500. In fondo alla parete destra, presso il pulpito, Trinità, Adorazione dei pastori (quasi scomparsa), e a destra, S Benedetto, affreschi deperiti di Bartolomeo di Tommaso. Nella crociera destra, Madonna, S. Carlo e Il beato Pace di Antonio Carocci (sec. XVII). Nell'abside poligonale, con volta costolonata quattrocentesca, *coro ligneo gotico del '300 e frammenti di altri affreschi. Nella crociera sinistra, al grandioso altare intagliato da Fiorenzo di Giuliano, Ascensione, ultima opera conosciuta di Niccolò Pomarancio (1596), e ai lati Noli me tangere e Cristo appare agli apostoli, tele attribuite a Pierino Cesarei. Al 1° altare a sinistra, Immaco!ata di Paolo Antonio Mattei.

 

 
 

Basilica di Santa Rita

La salita vesrso il santuario è abbastanza facile, agevolata da scale mobili che permettono quasi a chiunque di arrivare nei pressi della Basilica. Dal Palazzo comunale, continuando direttamente nella via Santa Chiara, si giunge al viale che conduce al cuore religioso della cittadina. La basilica fu eretta nel 1937-47 sul luogo dell'antica chiesa agostiniana (rifatta nel 1577) annessa al monastero dove nel 1457 era morta la santa. L'imponente edificio mescola stili di imitazione bizantina e romanica, su progetto dell'ingegnere del Vaticano monsignor Spirito Maria Chiapetta modificato in cantiere da Giuseppe Martinenghi, al quale i deve la facciata rinserrata fra due torri. Il portale è ornato di formelle a rilievo con episodi della vita di S. Rita, di Eros Pellini, e iscrizione tratta dall'antico sarcofago della santa. L'interno, ricco di marmi e di decorazioni ad affresco (dovute a Ferruccio Ferrazzi, Luigi Montanarirù e Gisberto Ceracchini), è di struttura bizantineggiante, a croce greca con bracci absidati. Tutto intorno gira un portico su colonne sopra il quale si aprono le logge del matroneo, L'altare maggiore, su disegno di Giuseppe Martinenghi, con rilievi (Ultima Cena) di Eros Pellini, custodisce la reliquia del "Corpus Christi " il cui culto fu riconosiuto con bolla di Bonifacio IX. Gli arredi del presbiterio sono di Giacomo Manzù. Dietro al braccio di sinistra, chiusa da cancellata, è la CAPPELLA DI S. RITA, che ripete le forme della chiesa: al centro, sopra un basamento marmoreo con rilievi di Eros Pellirù, l'urna in cristallo legato in argento col corpo mummificato di santa Rita; sull'altare, candelieri e croce in argento ( Slide-Altre foto della Chiesa di S. Rita ) sbalzato del sec. XVII. Sotto l'altare della cappella della Consolazione (braccio destro), è conservato il corpo del beato agostiniano Simone Fidati da Cascia (1295-1348), oratore e scrittore.

 



Il Monastero di S. RITA è situato a sinistra della basilica, conserva memorie legate alla vita della santa e alla devozione ritiana: il coro interno dove santa Rita fu introdotta 'miracolosamente',
la vite da lei piantata, la dimora delle api, la cella dove morì e in cui è collocato il sarcofago (dipinto a tempera) nel quale venne deposta nel 1457; il roseto trapiantato qui, secondo la tradizione, dall'orticello della nativa Roccaporena Tra le opere d'arte, Madonna col Bambino e santi, tavoletta a fondo dorato di Pier Paolo Agabiti, e Pietà di Salvo Castellucci. Un frate ci illustra la storia di santa Rita, nei luoghi che la videro in vita ed era piacevole ascoltarlo e ascoltare le persone che interrogate rispondevano con sicurezza, segno del fatto che in questo posto erano già state altre volte. Alle 13 ci siamo riportati nella città bassa alla ricerca di un ristorante. Mamma Gina, come al solito ha offerto il pranzo per tutti i partecipanti alla gita, Luciano, Donatella e Enio. Dopo pranzo ci siamo recati all'ORTO DEL MIRACOLO e per arrivarci si è camminati in salita, insieme agli altri pellegrini, fino al roseto dove è posata una statua rapprentante la Santa morente e sopra di essa china la figura del Cristo. In lontananza, sopra un colle alto si scorge la cappellina dove ogni giorno la Santa si recava a pregare, dopo aver fatto una trentina di minuti a piedi, sulla faticosa e ripida erta. Noi non possiamo andarci in quanto la strada è interrotta in più punti da una frana. Siamo soddisfatti della visita in questi luoghi, ma sopratutto mamma Gina, che a 82 anni, viene sempre con noi e si beve e si nutre ardentemente di tutte queste cose sacre.
 

 

 

9  giugno 2007 - Altre foto scattate durante la visita a Cascia

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Alle 15 si riparte per il nostro viaggio, destinazione Norcia, il paese che ha dato i natali a San Benedetto e a sua sorella Santa Scolastica

 

 

 

@enio 9 - giugno - 2007

 

 

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